Nuovo DPCM, proroga dello stato d’emergenza: cosa comporta per i voli

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È stato siglato martedì 14 luglio 2020 il nuovo Dpcm che proroga, fino al 31 luglio, le misure di sicurezza che il 15 giugno avevano inaugurato la fase 3.

Con il 14 luglio 2020 giungeva a termine la validità del precedente decreto ministeriale con cui, a partire da metà giugno venivano regolamentate le modalità di gestione della vita e di contenimento del contagio da Coronavirus in quella che è stata la terza fase della ripartenza.

Come aveva già annunciato dal ministro della salute Roberto Speranza, il nuovo Dpcm prevede un inasprimento per quel che riguarda le norme riguardanti gli assembramenti.

 

GIRO DI VITE PER DISCOTECHE, SAGRE E SPIAGGE AFFOLLATE

I nuovi focolai italiani e le preoccupanti cifre relative a i contagi a livello globale hanno riacceso l’attenzione e il bisogno di cautele atte a prevenire un ritorno alla situazione emergenziale di chiusura totale. In particolare, con questo Dpcm, il governo intende concentrarsi sulle attenzioni da attuare – e finora spesso trascurate – nei contesti di vita pubblica affollati e sulle modalità di controllo delle stesse.

Slittata al 31 luglio la riapertura delle discoteche, e sono rinviate anche le manifestazioni pubbliche e le sagre, sempre dove le regioni non abbiano già autorizzato autonomamente queste possibilità.  Giro di vite per la movida cittadina e la distanza sociale al mare.

E per quel che riguarda il turismo e i modi di viaggiare? Quali saranno le conseguenze e gli eventuali blocchi ai voli.

 

STOP AI VOLI IN ARRIVO DA 13 PAESI

Assieme al divieto d’ingresso da alcune zone e Paesi considerati a rischio, viene confermato anche lo stop ai voli provenienti da 13 Paesi non appartenenti all’Unione Europea, anche se passati per scali intermedi. Nello specifico gli Stati interessati sono:

  • Armenia
  • Bahrein
  • Bangladesh
  • Kuwait
  • Oman
  • Bosnia Erzegovina
  • Macedonia del Nord e Moldova
  • Brasile
  • Cile
  • Panama
  • Perù
  • Repubblica Dominicana

 

Gli italiani in arrivo da questi Stati potranno tornare in Italia ma saranno obbligati al periodo di quarantena di 14 giorni, così come i viaggiatori in arrivo con voli provenienti dagli Stati Uniti.

Non è più vigente il divieto di portare a bordo il bagaglio a mano, la decisione finale spetta alla compagnia aerea ma permane l’obbligo di indossare la mascherina e di cambiarla ogni 4 ore.